Imirio

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"Ed ecco i Terzi Figli!" esclamò il padre, notando che il bambino stava per addormentarsi.
"Gli Imirio, che osarono andare oltre. Erano ribelli e impulsivi, e non seguivano le regole."
"A differenza di ogni altro prima di loro, non si accontentarono della totalità del mondo. Presto l'avevano visto tutto. Poi, semplicemente, ne volevano ancora."
"Si spinsero ai confini più lontani dell'esistenza e trovarono nient'altro che un Muro completamente nero. Il muro circondava tutto, e le regole constatavano chiaramente che con esso finiva tutto. Non c'era nient'altro da vedere."
"Ma ahimè, non seguivano le regole. Aprirono uno squarcio nel muro."
"Scoprirono quindi che, come sospettavano, c'era molto altro da vedere là fuori. Un infinito ammontare di mondi e storie di cui fare esperienza. Ma il Muro era lì per una ragione, e lo squarcio permise presto a molte cose di visitare il loro stesso mondo. Cose dal profondo. Alcune erano pacifiche, altre non così tanto. Creature dal vuoto il cui unico scopo era quello di divorare e cancellare tutto, oltre che a indescrivibili entità con moventi molto meno chiari. Fu in quel momento che una grande guerra tra i vivi e i sogni cominciò, e gli Imirio realizzarono che il Muro non poteva essere riparato. Che non si poteva più tornare indietro."
"...a meno che non avessero pagato un grande prezzo. I Figli fecero un ultimo sacrificio." raccontò il padre. "Rinunciarono alle loro stesse forme e divennero gli alberi della foresta grigia. Il Vailrot. Un parziale rammendo al muro nero. E così che vegliarono per l'eternità. Anche se il mondo non sarebbe più tornato al suo stato precedente, aveva tempo per rimarginare le proprie ferite.

–Vilko Geldaor, a Jona

Gli Imirio sono il terzo dei tre antichi popoli dei nan.